I Disturbi Alimentari sono psicopatologie complesse che possono esprimersi in forme articolate investendo il corpo e la mente della persona. 

Le caratteristiche si differenziano e possono essere associate da episodi di eccessiva alimentazione o di rifiuto del cibo. Nei cui confronti si vive un rapporto disfunzionale condizionato dal bisogno di controllo del peso corporeo. I disturbi alimentari possono assumere forme estreme quando la relazione conflittuale tra corpo e mente si struttura, gravando pesantemente sulla psiche e sull’organismo della persona.
I quadri principali del disturbo sono:

  • l’Anoressia Nervosa
  • la Bulimia Nervosa,
  • il Disturbo da Alimentazione incontrollata

Si rilevano molte altre forme non specificate che rientrano in una categoria eterogenea di disturbi dell’alimentazione atipici. L’universo dei disturbi alimentari pare ingrandirsi sempre di più e sempre più velocemente, al punto che quasi nessuno potrebbe più ritenersi immune dal presentare una qualche forma di disagio legata al cibo e alle forme del corpo. Soprattutto in una società come la nostra che valorizza fortemente l’immagine e la sua immutabilità nel tempo.

Dal momento che i disturbi alimentari si situano in un territorio di confine tra il somatico e lo psichico l’intervento di cura deve tener conto sia delle problematiche psicologiche che delle conseguenze del disturbo sul fisico. Tra cui alterazioni primarie o secondarie di organi e apparati dell’organismo (possono subentrare problemi endocrinologici, gastroenterologici, ecc) che sono oggetto di trattazione medica.

L’origine dei disturbi alimentari sembra collocarsi nella complessa interazione di cause di fattori personali, familiari, biologici e culturali. Nella nostra società appare in aumento l’incidenza di questi disturbi tra la popolazione incrementata dalle mode e dalle pressioni culturali. In particolar modo verso la competizione e l’ideale della bellezza-magrezza. La categoria più a rischio è sempre stata quella delle adolescenti e giovani donne. Anche se i disturbi alimentari comprendono fasce di età sempre più ampie rispetto al passato, dall’infanzia fino alla maturità. Si riscontra anche un aumento anche tra la popolazione maschile.

A CHI RIVOLGERSI?

Chi soffre di questi disturbi non può esprimere il proprio malessere emotivo se non attraverso una condotta alimentare disfunzionale, in una condizione di solitudine e silenzio che grava sulla vita relazionale della persona. Non è sufficiente per guarire la buona volontà.  E’ necessario un intervento specialistico con un’equipe di professionisti specializzati della cura dei disturbi alimentari affinchè possa avvenire la remissione dei sintomi.

La mia esperienza pluriennale maturata in questo campo di intervento mi ha portata a ritenere l’indiscussa efficacia dei trattamenti integrati, in modo da accogliere il malessere nella sua totalità. Si propone pertanto un percorso in collaborazione di altre figure professionali, tra cui una psicoterapeuta sistemico-familiare e un dietista.

L’approccio multidisciplinare integrato è indicato dal Ministero della Sanità e dalle Linee guida nazionali ed internazionali, come il più valido per la cura e la riabilitazione dei disturbi del comportamento alimentare.